La Maddalena

11.05.2017 15:34

Rivista Comune della Maddalena

QUANDO LA NATURA CREA UN CAPOLAVORO

Qualcuno le ha chiamate le sette meraviglie. La Maddalena e le altre isole maggiori dell’arcipelago (Santo Stefano, Caprera, Spargi, Budelli, Razzoli e Santa Maria) sono davvero sette impareggiabili perle, circondate di tanti altri piccoli isolotti e immerse in un mare di un colore, di una trasparenza, di una bellezza che hanno pochi uguali al mondo.

 

 

L’ambiente dell’arcipelago, considerato un autentico capolavoro della natura, è tutelato da diversi anni da ben due istituzioni-parco: quello nazionale, che comprende anche le isole di Mortorio, di Soffi e di Nibani di fronte alla Costa Smeralda, e quello internazionale delle Bocche di Bonifacio che si estende fino alle isole corse di Lavezzi e Cavallo e include tra l’altro un “santuario” delle balene e degli altri cetacei che da sempre percorrono e popolano queste acque.
La Maddalena è la principale delle isole ed è anche l’unica abitata. I suoi circa 15 mila abitanti parlano un idioma tutto particolare, una miscela linguistica che mette insieme un po’ di sardo e un po’ di corso. Sono tutti discendenti di antiche famiglie o di pescatori, giunti da altre regioni a sfruttare le straordinarie ricchezze ittiche del luogo, o di ufficiali di marina che vi si sono insediati a scopi militari e poi l’hanno scelta come residenza stabile.

 

 

Il ruolo svolto da La Maddalena come base navale è uno dei più importanti nella storia della marineria europea. La singolare posizione strategica al centro del Mediterraneo, unita al baluardo naturale che la stessa configurazione dell’arcipelago frapponeva a eventuali attacchi nemici, ne ha favorito nei secoli lo sviluppo in senso militare. Se n’erano accorti i Romani, che vi avevano istituito un avamposto determinante nella eterna rivalità con i Cartaginesi e che ne sfruttavano le ricchezze anche a scopi civili (le colonne del Pantheon sono fatte di granito tratto dalle cave de La Maddalena). Se n’era ben reso conto Horatio Nelson, il quale – nei lunghi mesi in cui sostò alla fonda in queste acque con le sue navi, in attesa di ingaggiare lo scontro finale con la flotta francese – illustrò ripetutamente al governo inglese le possibilità di dominio sull’intero Mediterraneo che il possesso de La Maddalena era in grado di garantire. Ed è per lo stesso motivo che, a partire dal 1972, La Maddalena e Santo Stefano sono state scelte dagli Stati Uniti per impiantarvi una base di sottomarini a propulsione nucleare.