L'Aquila

11.05.2017 15:23

ivista Comune dell'Aquila

LA SUPERBA REGINA DEGLI ABRUZZI

Gemma preziosa di una delle regioni più belle e variegate d’Italia, strategicamente collocata in posizione dominante fra le montagne al centro della Penisola, l’Aquila per sue le vicende storiche, il cospicuo numero di monumenti, la sua antica Università e la sua vivace vita intellettuale è una città di ricche e forti vibrazioni civili e culturali.

 

 

L’Aquila, città capoluogo della regione Abruzzo, ha un'estensione molto vasta, 46 mila ettari, e conta 72 mila abitanti. Si estende in una zona montuosa, fra i 700 e gli 800 metri di altezza, e comprende circa una sessantina fra quartieri e frazioni. Le sue origini risalgono alla metà del XIII secolo sulla base di un progetto organico, le cui tracce sono evidenti ancora oggi. In particolare, le fonti storiche attribuiscono la sua fondazione, avvenuta intorno al 1245, a Federico II di Svevia che si servì dell'apporto della popolazione locale. Gli esecutori del programma federiciano infatti furono gli abitanti dei castelli della conca aquilana, 99 secondo la tradizione, che si confederarono in un unico grande centro (ognuno dei quali ebbe la sua piazza con relativa chiesa e fontana).

 

 

La città conobbe il suo periodo di massimo splendore al tempo della dominazione Angioina, grazie alle sue attività produttive (lana, seta, merletti e zafferano), divenendo anche un importante centro culturale, con uno "Studio Generale" e numerose tipografie tra le più antiche d'Italia. Le sue fortune continuarono per tutto il ‘400, nonostante il lungo assedio cui fu sottoposta da Braccio da Montone, nel 1424, e le lotte intestine, per il controllo della città, tra le famiglie dei Camponeschi, dei Gaglioffi e dei Pretatti. Un nuovo periodo di prosperità ebbe inizio durante il dominio spagnolo, come testimonia la concessione alla città, fatta da Federico d'Aragona, del privilegio del conio. La decadenza dell’Aquila e dei suoi mercati invece coincise con il declino dell'impero spagnolo. Colpita da un sisma ai primi del '700 e subito ricostruita, la città rafforzò il suo potere con i Borboni che nel 1860 le assegnarono il ruolo di capitale degli Abruzzi.