Provincia di Pordenone

11.05.2017 14:54

Rivista Provincia di Pordenone

UNA TERRA INTENSA

Un nome antico quello della città di Pordenone, derivato dal latino “Portus Naonis”, ossia porto sul fiume Naone (oggi Noncello,affluente del fiume Meduna) che consentiva il collegamento fra i territori della laguna veneta e le regioni transalpine.
Ricca di storia, la città di Pordenone passò dal dominio del Patriarcato di Aquileia a quello degli Asburgo che, nel 1276 ne riconobbero l’autonomia, dal 1537 dipese dalla Serenissima Repubblica di Venezia, e, dopo la parentesi napoleonica, passò nel 1815 sotto il Regno Lombardo-Veneto e finalmente fu assorbita nel 1866 nel Regno d’Italia.

 

 

L’impronta della Serenissima

Il centro storico della città testimonia l’impronta lasciata dalla lunga appartenenza alla Serenissima: palazzi gotici e rinascimentali esternamente decorati a fresco e provvisti di porticati, il bellissimo Duomo, dedicato a S. Marco, rimasto incompiuto nella facciata neo-classica, ma contenente all’interno importanti opere del suo artista più illustre Giovanni Antonio dé Sacchis, detto “Il Pordenone” (1483-1539), che esercitò una forte influenza sul Tintoretto.
Vanno poi segnalati l’imponente Palazzo Comunale del 1291, dotato di una stupenda torre rinascimentale, Palazzo Ricchieri, Villa Carinzia, Villa Marini, nota come Villa Cattaneo, nella frazione di Villanova, oltre ad interessanti musei e chiese.
Un vero piacere, trattandosi di una piccola città (circa 51 mila abitanti) aperta ed accogliente, è quello di passeggiare lungo il Corso Vittorio Emanuele, ammirando i bei caffè, i negozi di antiquariato, i ristoranti e le osterie (in Friuli è nato il Comitato per la difesa delle vere Osterie ed il “rito” del bicchiere di vino è qui particolarmente sentito, come occasione di incontro e pausa di intrattenimento e amicizia).
Dove bisogna assolutamente entrare è nei negozi di gastronomia, per acquistare per prima cosa i formaggi: quello di montagna di latte intero della Pezzata Rossa (razza indigena friulana), o la Formella del Friuli, dal sapore gustoso e dolce, o il “Frico Balacia” adatto alla cottura in padella o sulla piastra.
Da non dimenticare i rinomati vini della Doc “Grave del Friuli”, le conserve di asparagi verdi sempre delle Grave, i filetti di trota affumicati.
Da tenere presente, per una visita alla città, la Festa patronale del 25 aprile (San Marco), o i mercatini dell’antiquariato che si tengono in corso Vittorio Emanuele l’ultima domenica di ogni mese, esclusi i mesi estivi.
Passando alla giovane provincia pordenonese (complessivamente 315 mila abitanti), non mancano le località dal forte richiamo turistico.

 

Alla scoperta del territorio
SPILIMBERGO - Comune situato su un terrazzo naturale che domina lo scenario delle Grave, magistralmente coltivate a vigneti e frutteti.
Il centro storico presenta un bel Duomo gotico da visitare e un Castello ben conservato, costituito da un complesso di edifici di varie epoche. Il comune di Spilimbergo ha subito pesanti danni dal terremoto del maggio 1976: tutti gli edifici storici erano stati gravemente danneggiati, oggi sono stati mirabilmente restaurati.
Meritano una menzione le belle osterie, come “Afro” e “Al Bachero” che offrono piatti tipici collaudati a prezzi onesti.
SACILE - Nel centro del paese, in Piazza del Popolo si svolge ogni anno (prima domenica di agosto) la “Sagra dei Osèi” la più antica fiera del Friuli: un eccezionale mercato ed esposizione di uccelli d’ogni specie.
SAN VITO AL TAGLIAMENTO – Mura e porte ricordano il passato storico di questo borgo agricolo situato nella pianura, che presenta un bel Duomo e l’interessante Palazzo Tullio Altan, con giardino e cappella.
Poco distante, a Morsano al Tagliamento, sono mantenuti l’allevamento e la gastronomia dell’oca, una tradizione ed un vanto della cucina friulana.
AVIANO – Comune posto al margine della piana pordenonese, noto per la base aerea data in concessione agli Stati Uniti, e ben più conosciuto dagli amanti degli sport della montagna, perchè a soli 17 chilometri si trova Piancavallo, attrezzata stazione sciistica.
Insomma Pordenone e la sua provincia sono in grado di affascinare il visitatore per i panorami che vanno dai dolci pendii alla montagna, per i suoi monumenti storici e artistici, per i sani e saporiti prodotti della sua gastronomia, ma soprattutto per la qualità e la fierezza della sua gente, che ha avuto la forza di lottare in un secolo particolarmente duro come il Novecento, contro miserie, guerre mondiali ed un devastante terremoto, sapendo ricostruire ambienti distrutti e dando agli abitanti armonia sociale ed una riconosciuta buona qualità della vita.