Siracusa

11.05.2017 15:10

Rivista Comune di Siracusa

I MILLE FREMITI DELLA CAPITALE DELLA MAGNA GRECIA

Una terrazza su roccia calcarea circondata interamente dal mare che in oltre tremila anni ha visto succedersi e stratificarsi le maggiori civiltà del Mediterraneo. Per Cicerone la città, oggi Patrimonio dell’Umanità, era la più bella città del mondo occidentale.

 

 

Chiudete gli occhi, ascoltate il rumore delle onde e inebriatevi del profumo del mare, a destra e sinistra il respiro lungo della storia: siete al centro della Magna Grecia. Oggi Siracusaè forse la metafora più riuscita del passaggio dei secoli in Sicilia.
In una posizione felicissima e dotata di un magnifico porto naturale meta di arrivo di regate internazionali, è divisa tra una parte vecchia, Ortigia, e una parte nuova di recente espansione che ha inglobato parte del ricchissimo patrimonio archeologico dell’antica città.
Visitare Ortigia significa accedere all’anima di Siracusa: un lungo viaggio in appena un chilometro quadrato tra templi greci e chiese cristiane, palazzi svevi, aragonesi e barocchi, cortili, vicoli arabi, botteghe, modeste abitazioni e grandi edifici pubblici. Belle piazze. Un quartiere ebraico e la sinagoga trasformata in chiesa cattolica. Strade animate e vicoli solitari. Case abbandonate e alberghi storici riaperti. La Fonte Aretusa, con i suoi papiri dove il mito vuole che si unirono in acqua la ninfa Aretusa ed Artemide trasformatosi in fiume.

 

 

Ristoranti, caffè, librerie e negozi. La Galleria Regionale con opere di Antonello da Messina e Caravaggio. L’Istituto del Dramma Antico. Un sorprendente Museo del Cinema. Quasi ovunque una peculiare impronta barocca creata dalla ricostruzione settecentesca dopo il terremoto del 1693 e, già dal secolo precedente, dall’opera dei Vermexio, famiglia illustre di architetti siracusani.
Difficile riassumere la ricchezza monumentale, la bellezza, la vivacità e la malinconia di Ortigia. Comunque si percorra – secondo itinerari o affidandosi al piacere della scoperta – s’incontrerà sempre il mare e la sua esaltazione. Con il castello Maniace, elegante ed intrigante, voluto da Federico II di Svezia, il grande porto bellissimo al tramonto, il mercato, gli odori per le strade, le vetrine degli antiquari, i menù di pesce dei ristoranti. Ogni cosa riporta al mare. E al rapporto col mare – più o meno intensamente vissuto dell’antichità ad oggi – la città vecchia deve il suo fascino e la sua ricca storia ma anche il suo futuro.